Conti Depositi hanno funzioni limitate e le operazioni vengono effettuate attraverso un conto di appoggio o predefinito

Conti depositi: sono conti correnti a tutti gli effetti, le cui funzioni, però, sono limitate, ma sono caratterizzati da elevati tassi di interesse. Per loro sono valide tutte le disposizioni normative in vigore per i conti correnti tradizionali.
In generale quindi i conti depositi, come i conti correnti:
> sono regolati dagli stessi articoli del codice civile e devono sottostare alle stesse disposizioni in materia di trasparenza;
> sono identificati dal codice Iban;
> prevedono l’invio obbligatorio periodico dell’estratto conto;
> sono garantiti dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi.

Dunque, i conti depositi, offrendo servizi limitati, non possono

sostituire i conti correnti tradizionali. In particolare non è possibile effettuare pagamenti di utenze, pagamenti con assegni, utilizzare bancomat e carte di credito. E’ possibile effettuare bonifici in entrata ed uscita, ma solo attraverso un conto corrente tradizionale aperto presso la stessa banca o altro istituto. Il conto corrente collegato al conto deposito è obbligatorio e viene chiamato conto di appoggio o conto predefinito.
In alcuni casi è possibile effettuare versamenti con assegni o contanti. Comunque, le banche, in base a proprie scelte di mercato, possono decidere di consentire altre operazioni sui conti depositi.

Costi. A differenza dei conti correnti tradizionali i conti depositi non hanno costi fissi e variabili. Nella maggior parte dei casi non è richiesto nemmeno il pagamento del bollo statale, che dunque rimane a carico della banca. Le ragioni di questo sono dovute a scelte strategiche da parte delle banche, in quanto i servizi offerti sono limitati e finalizzati soltanto alla remunerazione del capitale investito.

Alta remunerazione e assenza di costi, sommati alla volatilità dei mercati azionari ed anche obbligazionari, hanno contribuito al notevole successo ottenuto negli ultimi anni dai conti depositi.